RE Lax

La ricerca del luogo in cui ritrovarsi, diventare finalmente RE, padroni della propria vita, lontani dalla frenesia e dalla tecnologia.

Questa è stata la riflessione che ha generato questo portfolio, il ripensare continuamente alle sensazioni vissute, fino al punto di rivederle negli ambiti e nei momenti più inusuali. Tornare ripetutamente in questo spazio,  godendosi questo piccolo frammento di beatitudine... ma sarà vero? 

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Silvano Bicocchi - Direttore del Dipartimento Cultura della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche - 18/02/2016 su Agorà di Cult

“RE Lax”, di Mauro Conti, è un opera animata da un’idea concettuale perché le immagini sono giustificate da un concetto; in questo caso è il meccanismo mediatico della formazione del desiderio e la sua soddisfazione nell’uomo contemporaneo.
Il concept, coerentemente ripetuto in ogni dittico, è strutturato rispettivamente in due fasi: nella prima il soggetto è attratto dai media verso una nuova meta turistica che gli appare rappresentata in un’immagine, nella seconda il soggetto giunge in quella località desiderata ed entra fisicamente nello spazio rappresentato dall’immagine pubblicitaria.
Fin dagli albori negli anni ’60 l’opera concettuale si è orientata a riflettere per far riflettere sul comportamento umano.
Il meccanismo comportamentale, oggetto di quest’opera, è un importante tratto antropologico della nostra società dei consumi. Marc Augè evidenzia che ciò che desidera il turista è vedere, e possibilmente fotografare, la meta dallo stesso punto di vista dal quale è stata realizzata l’immagine pubblicitaria. Rifare la foto pubblicitaria con la propria fotocamera è divenuta la ragione per viaggiare e un modo per dimostrare a se e agli altri di possedere simbolicamente quel luogo.
Ma nel realizzare l’opera l’autore parla di se!
Ci mostra i momenti della propria vita che sono animati dai sentimenti della formazione del desiderio e il raggiungimento del piacere; con l’autoscatto egli compie un’operazione di autoanalisi.
Interessante notare come la formazione del desiderio nasca tra i muri domestici, dove la sua attenzione è catturata dai media digitali e dalla carta stampata. La seconda immagine manifesta invece una consapevole progettualità con il punto ripresa medesimo a quella della pubblicità. Lui che appare con lo stesso vestito e nella stessa posa per creare un legame di trama tra i diversi dittici, per dire: cambia la meta ma è solo un altro momento della stessa vicenda umana.
E’ difficile indagare i nuovi sentimenti come questi espressi nel portfolio, perché spesso non hanno un nome ma paradossalmente sono vissuti da una grande massa di persone.
Complimenti a Mauro Conti per la forte capacità autocritica che ha dimostrato nel realizzare quest’opera ideata e realizzata con acuta analisi e brillante creatività.