Modernità

 Modernità

Il termine 'modernità' deriva dall'aggettivo 'moderno', con il quale si può intendere un'epoca della storia, un tipo di società, una forma dell'esperienza estetica.

La modernità trova nella città, l'ambito privilegiato della sua rappresentazione.

Ma cosa rende “moderno” un edificio?

Le linee? I materiali?

E se presentassimo un soggetto, la cui struttura è espressione di modernità e lo “raccontassimo” con tecniche antiche...risulterebbe ancora “moderno”?

O la percezione dello stesso cambierebbe?

La modernità è data da ciò che vediamo o da come/ciò che percepiamo?

 

Una piccola notazione tecnica la devo dare: Sono fotografie stenopeiche scatatte su pellicola Fomapan 100 13x18 con una macchina autocostruita, stampata su carta baritata Ilfobrom Galerie gradazione 3, rifotografate per internegativo 20x30 e infine cianotipia classica su carta Adox Baryta Art

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 Silvano Bicocchi - Direttore del Dipartimento Cultura della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche - 24/11/2016 su Agorà di Cult

“Modernità”, di Mauro Conti, è un’opera animata da un’idea concettuale perché le immagini non sono giustificate da una scelta visiva ma da un concetto.
La realtà soggetto delle immagini è la Milano nascente nella zona di Porta Garibaldi, un quartiere che impone una discontinuità architettonica nella metropoli e per questo è il simbolo della modernità contemporanea.
La provocazione dell’autore è quella di rappresentare i paesaggi urbani di questa mordente modernità con una camera stenopeica, ossia con una tecnica primordiale e in più stampata con la tecnica antica alla gomma bicromatata.
Nell’immagine pertanto si trovano a convivere degli estremi: la tecnica antica che rappresenta la modernità.
Ci sono tutti gli elementi per sentire sul piano concettuale la formulazione di un ossimoro, dovuta alla compresenza dei contrari nella stessa immagine.
L’ossimoro è una figura retorica di grande energia; in queste immagini lo si sente solo mettendo in moto la mente come avviene per ogni opera concettuale.
Per l’autore, particolarmente attratto dalla fotografia concettuale, questo è già il risultato desiderato.
Le immagini se viste fuori da questo percorso mentale hanno comunque la capacità di formulare un messaggio estetico che col materico monocromo e l’alto contrasto tende ad attenuare il realismo e a rappresentare il rapporto difficile tra l’uomo e questi nonluoghi.
Complimenti a Mauro Conti per l’originalità, per la riflessione e per il percorso intrigante che sta conducendo sulla realtà contemporanea vissuta sulla propria pelle.